Innovare: far vivere nuove esperienze

di Sarah Canonici

 

 Innovazione, il segreto è far vivere una nuova esperienza al consumatore. Ce ne dà un esempio, l’esperienza diretta di una delle aziende leader del settore degli elettrodomestici

Quando ero una ragazzina guardavo spesso il cartone animato “I Pronipoti”. Una famiglia che viveva nel futuro, dove gli elettrodomestici parlavano ed erano umanizzati e dove potevi ordinare direttamente al forno la tua cena …

Bè non sono passati poi così tanti anni e qualcosa sta diventando realtà. Grazie alla ricerca e all’innovazione e ad un nuovo concetto di consumo alcune aziende stanno raggiungendo dei traguardi importanti.

Un esempio è Whirlpool che ha di recente illustrato il loro concetto di innovazione e il percorso intrapreso.

 «Far vivere una nuova esperienza al consumatore»: questa è la chiave dell’innovazione per Mauro Piloni, vice presidente Ricerca e Sviluppo Whirlpool Corporation. «Innovazione è innanzitutto la capacità di far provare alle persone delle nuove esperienze quando utilizzano i nostri elettrodomestici».

L’esempio è dato dalla tecnologie che Whirlpool sta sviluppando nell’ambito del programma di riduzione dello spreco domestico del cibo; tecnologie che permetteranno di “tracciare” gli alimenti, quindi di gestirli in modo ottimale sia in termini sanitario-nutrizionali sia sensoriali. Il frigorifero, ad esempio, grazie a transponder inseriti nel packaging, potrà fornire all’utente direttamente su un display o su tablet/smartphone informazioni sul cibo conservato, relativamente alla provenienza, alle proprietà e alla scadenza.

«In questo modo –prosegue Piloni– aumentiamo e rendiamo più consapevole l’interazione dell’utente con l’elettrodomestico permettendo una gestione più attiva e puntuale del cibo; condizione indispensabile per combattere gli sprechi». 

Ancora una volta la centralità del consumatore è fondamentale. L’innovazione, che per essere tale deve soddisfare tre condizioni contemporaneamente, (unicità, vantaggio competitivo e valore per il cliente), poggia su un nuovo concetto del ruolo delle aziende, che da “semplici” centri di ricerca devono diventare centri di competenze. 

 

«L’innovazione, ossia la nuova esperienza che vogliamo dare al consumatore, è per sua natura complessa e va ben oltre il prodotto; per questo servono più competenze, che non possono essere patrimonio esclusivo di una sola azienda –sottolinea Piloni–. Creare un “ecosistema collaborativo” fra aziende, centri di ricerca, università, focalizzato su obiettivi comuni, è fondamentale perché sia la competenza il driver dell’organizzazione. Determinante, in questo quadro, è il ruolo giocato dal “change agent”, figura che funge da ponte fra i diversi attori dell’ecosistema e che sovraintende alla collaborazione». 

Nel caso di Whirpool, il processo di innovazione è partito con l’istituzione di un Food Institute nel sito di Cassinetta di Biandronno coordinato da un Open Innovation leader (il change agent) per gestire le competenze interne (ingegneristiche e di tecnologia alimentare); è proseguito con la creazione di un ecosistema collaborativo per gestire le competenze fra i diversi componenti dell’ecosistema (università, industrie alimentari e non alimentari, soggetti normativi); si è potenziato con la creazione della società Whirlpool Research & Development, un’entità legale snella che gestisce l’ecosistema; e ha dato vita a Sifood, associazione tecnologica che sviluppa e adotta soluzioni tecnologiche innovative per la sostenibilità alimentare, dalla tracciabilità alla connettività, dalla sensoristica al packaging, dalla preparazione alla distribuzione e dal trattamento alla conservazione del cibo.

Tutto questo per far cambiare il modo di pensare gli alimenti dalla loro conservazione al loro consumo.

Effettivamente di recente avevo anche letto che si poteva cuocere utilizzando la lavastoviglie!

Le logiche che si devono seguire quando si vuole innovare sono le stesse sia che si parli di lavastoviglie, sia che si parli di comunicare.

Prendiamo ad esempio un evento convegni stico, che so, una convention. 

Anche qui si parte da una esigenza. Per esempio aver percepito che il pubblico è cambiato e quindi le sue esigenze sono diverse da quelle di prima. Poi ci vuole uno studio di approfondimento, poi bisogna tirare in ballo la creatività. E   la squadra? Certo bisogna organizzare una squadra che sappia partire dalle vecchie esperienze e conoscenze riuscendo però ad innestare quegli elementi nuovi che vanno incontro ai desiderata del target.

Bisogna riuscire a far vivere una nuova emozione. Quella nuova emozione che non si può pensare di ignorare.

E allora, colleghi del mondo della comunicazione e degli eventi, proviamo ora a rileggere quanto ci dice Mauro Piloni a proposito di ciò che hanno fatto in Wirlpool. Probabilmente va bene anche per noi. Mutatis mutandis !

 




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