Valorizzare il "lato bimbo"

di Ugo Perugini

 

Roberto d'Incau, headhunter, coach e fondatore di Lang&Partners, ha una sua precisa idea del successo, indipendente dalla posizione aziendale raggiunta o dalla ricchezza accumulata. Chi ha successo è la persona soddisfatta del lavoro che fa, che ha raggiunto l'obiettivo che si era riproposto, seguendo il suo "copione", ottenendo felicità, senso di pienezza e continuando a emozionarsi, divertirsi, appassionarsi ogni giorno. In altri termini, la persona di successo è chi ha saputo conservare e valorizzare il proprio "Lato Bimbo".

D'Incau, tiene a precisare che il "Lato Bimbo" non ha nulla a che vedere con la sindrome di Peter Pan, che è soprattutto infantilismo, incapacità di rispettare le regole, di prendersi le necessarie responsabilità. Significa, al contrario, essere capaci di migliorare la consapevolezza della propria personalità, gestire al meglio i propri pensieri, le proprie emozioni e i propri comportamenti, coltivando positivamente le relazioni sociali e la comunicazione.

Tutti elementi che favoriscono la creatività, lo sviluppo del "pensiero laterale", che insieme allo stupore e alla passione caratterizzano il comportamento dei bambini.

Il "Lato Bimbo", inoltre, ci aiuta a ritrovare la motivazione intrinseca, cioè quella molla che scatta quando qualcuno si impegna nel proprio lavoro non per ricevere riconoscimenti, premi o evitare critiche, ma perché vive il lavoro come un'avventura, da esplorare, scoprire, senza paura di confrontarsi con il nuovo. Elementi, questi, fondamentali, nella nostra società che sembra sempre più "paralizzata" dalla crisi.

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Attenti alle provocazioni

di Antonella Lucato

 

Fiutare le trappole evita di prestare il fianco ai provocatori.  

Il livello di sopportazione ad una provocazione è personale, dipende dal carattere ma anche da quanto si è allenati a padroneggiare le proprie emozioni ( e frequentando corsi opportuni si possono ottenere risultati soddisfacenti), dall’ importanza che diamo  all’interlocutore e dalla valutazione della situazione. 

Una tattica, frequentemente usata e facile da osservare in certi talk show, prevede  che il provocatore spari, dritta in faccia al suo interlocutore, una provocazione che scatena una lite per poi dichiarare di essere stato aggredito, far la parte della vittima e dare la colpa all’altro. E poiché lo fa con intenzione  si premura di circondarsi di persone che confermino la sua versione.

Come un vampiro,  il provocatore succhia  l’energia del provocato e la usa a suo vantaggio,  ribaltando a suo favore le situazioni.  Vuole l’attenzione del suo bersaglio,  reagire quindi alla provocazione equivale a cadere nella sua trappola  ed è rischioso quando il livello di aggressività aumenta a tal punto da trascendere in violenza verbale, emotiva o psicologica. 

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Comandare con giudizio

di Ugo Perugini

 

Gran bella cosa il potere! Chi non ricorda la famosa affermazione, efficace anche se piuttosto volgare: “comannari è megliu che futtiri”? Qualcuno, probabilmente potrebbe incautamente sostenere che, nei nostri Paesi democratici, oggi la maggioranza dei processi di “decision-making” è sempre collegiale, sottoposta a vari controlli e verifiche e, quindi, mai affidata solo a una persona.

Naturalmente, è un’affermazione, oltreché ingenua, per lo meno utopica. Sappiamo tutti che esistono persone che dispongono di grande potere, nel mondo degli affari e all’interno delle aziende, le cui decisioni, spesso prese “in solitaria”, hanno poi effetti di vasta portata sulle loro organizzazioni, sui dipendenti e anche sugli stessi consumatori e cittadini.

E, anche se certi comportamenti vengono naturalmente in superficie, certe cose si possono imparare. Studiando adeguatamente e frequentando adatti corsi di formazione.

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Imparare a concentrarsi

di Ugo Perugini

 

La concentrazione è la capacità di lavorare su un determinato problema o obiettivo, senza essere distratti o in qualche modo condizionati né dall’ambiente esterno, cioè dalle persone che vivono intorno a noi e dal cosiddetto “rumore di fondo”, né dall’ambiente interno, cioè dai sentimenti o dai pensieri che non hanno nulla a che vedere con l’attività che intendiamo svolgere.

La concentrazione non è una dote innata.Ci si può formare. Può essere coltivata e sviluppata. Cercheremo di fornirvi tre suggerimenti che hanno lo scopo di accrescere le abilità che vi consentiranno di ottenere una buona capacità di concentrazione, di incrementarla nel tempo e, soprattutto, di fare in modo che diventi un vero e proprio habitus mentale, al quale ricorrere con sicurezza ogni volta che ne avete bisogno.

Anzitutto, occorre partire dalla quasi ovvia constatazione che una persona si concentra più facilmente se l’argomento sul quale converge la propria attenzione lo interessa sul serio.

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La formazione per i Call center

di Barbara Coralli

 

Tutti usiamo il telefono, ma è la professionalità che lo trasforma in uno strumento formidabile al quale affidare il raggiungimento di molti obiettivi.

In un buon servizio di Telemarketing o in un buon Customer Service la selezione e l'addestramento degli operatori hanno un ruolo determinante; se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti in termini di ritorno economico e rapporto con il proprio mercato bisogna ricominciare a considerare indispensabile l’investimento per la formazione del personale: uno strumento per contenere i costi e aumentare risultati e profitti.

Dal singolo addetto alla struttura di mille operatori, il concetto vale per tutti.

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Gestire i conflitti

di Manuele De Conti

 

Comunicare in modo efficace in situazioni conflittuali non è mai semplice. Non sono cose che è facile esistano nel bagaglio comunicativo di ciascuno, ma certamente si possono imparare. E quindi sarebbe utile prevedere dei corsi di formazione ad hoc.

Avere quindi solidi modelli teorici per orientare il comportamento comunicativo non potrà che essere d’aiuto. A questo fine esiste una griglia di gestione declinata secondo la teoria del duplice interesse, che propone cinque strategie: la soppressione del conflitto, la riconciliazione o l’accomodamento, l’evitamento del conflitto, la ricerca del compromesso e il problem solving. Più o meno opportune secondo il contesto in cui il conflitto si manifesta, le strategie saranno illustrate attraverso le tattiche, o classi di mosse comunicative che le caratterizzano.Tutte tranne una, il compromesso, poiché ritenuto da molti autori una forma “pigra” di problem solving.

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Il morale dei collaboratori

di Ugo Perugini

 

Un argomento che meriterebbe maggiore attenzione e forse una focalizzazione particolare anche nei corsi di formazione e aggiornamento dei responsabili del personale, è quello della motivazione dei collaboratori, specie in tempo di crisi.

Nei momenti di crisi economica bisogna porre ancora più attenzione al morale dei collaboratori delle proprie aziende. E per morale intendo naturalmente il livello di motivazione delle persone. Cioè, la capacità di affrontare con ottimismo, slancio, creatività il proprio lavoro, non limitandosi a considerarlo una semplice fonte di guadagno ma anche un mezzo per crescere e autorealizzarsi sul piano personale e professionale.

E, invece, si nota sempre più spesso come i responsabili delle risorse umane di imprese, piccole o grandi che siano, quando in giro c’è aria di crisi, quasi per “riflesso condizionato”, dedicano molta minore attenzione a questo aspetto. Il motivo? E’ semplice, anche se tutt’altro che condivisibile. Nei momenti di congiuntura economica particolarmente difficile, con un mercato del lavoro stagnante, non c’è pericolo che i dipendenti lascino il proprio posto di lavoro sicuro per cercare altri lidi. E, quindi, visto che non si corre il rischio di defezioni, che necessità c’è di curare l’aspetto “motivante e incentivante” del rapporto di lavoro? Ragionamento sbagliatissimo…

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Formare un manager

 di Ugo Perugini

 Quanto è importante la formazione! Una ovvia riflessione che ci arriva da un articolo di Lash Rick, grande studioso di leadership canadese e co-leader di una della società di consulenza direzionale di maggior successo, l'Hay Group.

Lui comincia raccontando una storia recente piuttosto nota. E anche noi faremo così. E' la storia di una scoperta affascinante dovuta a tre speleologi che nel 1994, nelle montagne dei Pirenei, scoprirono sulla parete di una caverna sotterranea immagini realizzate oltre 25.000 anni fa. Si tratta, lo avrete capito, delle pitture della grotta di Chauvet, scene di bisonti e cavalli che corrono, leoni e altri animali che vengono cacciati, insieme alle famosissime impronte di mani umane in ocra rossa. 

Rick riflette sull'importanza che esse hanno rappresentano per le generazioni future. Gli sciamani che le hanno realizzate sono stati in grado di dare un senso alla vita del loro popolo, esposta agli infiniti rischi di un mondo ostile e incontrollabile, e, attraverso disegni e scene di caccia, hanno trasmesso l'esperienza accumulata nel tempo alle generazioni successive. E, nel frattempo, hanno saputo costruire una storia comune, che è diventata anche conoscenza collettiva, e, perciò, usanze, identità, valori, nei quali riconoscersi e per i quali lottare con l'obiettivo primario della sopravvivenza. 

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Una formazione "obbligata"

di Pier Giorgio Cozzi

La barriera che separa chi usa il computer e chi no spesso è originata dalle istituzioni che dovrebbero promuoverne l’utilizzo proponendo piani di formazione mirati alle varie categorie di utenti.

 Seppur da poco, sono entrato anch’io nella categoria dei percettori di pensione di anzianità. L’età e l’esperienza però (sono nato con il telefono a muro con disco combinatore, l’Olivetti 33 e la telescrivente) non mi fanno velo quando si tratti di adattarmi al ‘progresso tecnologico’ (leggi: Ict e i suoi strumenti). Perciò non stupii quando, alcune settimane or sono ricevetti dall’Inps, ente erogatore dei sudati contributi di una vita di lavoro, l’invito a dotarmi - on line - di un Pin e di una casella di posta certificata che mi avrebbero consentito di «stabilire un canale di comunicazioni elettroniche certificate con la Pubblica Amministrazione, con valenza legale pari a quella di una tradizionale lettera raccomandata con ricevuta di ritorno». Con la medesima circolare – cartacea - mi si informava che nel corso del 2011 (vaghezza tipica della PA, siamo già a metà anno) potrò ottenere quel collegamento on-line che – in molti lo sosteniamo su questo giornale – ha tra i suoi pregi, oltre all’interattività, il tempo reale, e così consultare le informazioni che mi riguardano e corrispondendo con l’Ente nazionale di previdenza sociale con la sola modalità prevista oltre al telefono (numero verde): il Web.
 Seguo la procedura, mi collego dal mio pc con il sito indicatomi, inserisco il codice fiscale, compilo tutti i campi richiesti, telefono cellulare incluso. 

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La fortuna non basta

di Antonella Lucato

cii vuol intuito, talento, ingegno, passione, determinazione, tenacia, perseveranza.  E forza  per non lasciarsi travolgere da difficoltà e frustrazioni. I colpi di fortuna esistono, ma sono imprevedibili e così come vengono se ne vanno.

“ La prima sorsata di birra”,   è il titolo di un libretto geniale che ha fatto la fortuna del suo autore.   Edito da Frassinelli,  elenca una serie di piccole cose che, se si sanno cogliere, possono renderci felici.  Philippe Delerm,  visto il successo ottenuto con quel suo libro, ha continuato  a scriverne di simili ma non gli son più venuti così bene.  La fortuna ha piedi alati,  era già volata altrove,  e rincorrerla non è servito .

Fortuna ha avuto anche il libro La buena suerte, di Alex Rovira Celma e Fernando Trias de Bes., è stato tradotto in 40 lingue e  ha venduto quattro milioni di copie, Fortunati si diventa il titolo in italiano,  offre un decalogo affinché ciascuno possa creare la propria personale fortuna. 

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