Shopper a fin di bene

di Nicoletta Longo

 

Fino alla fine di Aprile, sui sacchetti della spesa CRAI sarà promosso il progetto di Bambinisenzasbarre Onlus, associazione impegnata da oltre 10 anni nel sostegno ai figli di genitori detenuti nelle carceri italiane.

Grazie al codice QR impresso sulle shopper, i consumatori sono invitati a collegarsi al sito dell’associazione per fare una donazione di 5 euro, a fronte della quale riceveranno una card che permetterà ad un bambino sotto i 12 anni di entrare gratuitamente per tutto il 2013 in oltre 400 strutture convenzionate del circuito ViviParchi.

Alla base del progetto CRAI un’idea tanto semplice, quanto efficace e con effetto virale.

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Tu puoi dare la vita

di Alessandro Pavanati

“TU PUOI DARE LA VITA”. Questo il pay-off col quale Pubblicità Progresso è tornata ancora una volta sul tema del dono, a quarant’anni dalla celebre campagna per la donazione del sangue. La campagna, lanciata nei mesi scorsi, è realizzata con la consulenza dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi e Tessuti (AIDO), della Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia (FIRE) e del Centro Nazionale Trapianti dell’Istituto Superiore di Sanità.
L’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione e l’Alleanza Contro L’Epatite hanno premiato la Fondazione Pubblicità Progresso, “per l'impegno profuso, da un punto di vista sociale, con la campagna 2012 ‘TU PUOI DARE LA VITA’ a favore della donazione di organi e tessuti”.

A testimoniare l’efficacia dell’impegno di Pubblicità Progresso con la campagna 2012 valgono i dati sulla crescita delle adesioni all’AIDO. Il dato significativo riguarda particolarmente l’aumento di adesioni all’Associazione nel periodo del primo “flight” di lancio della campagna.

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Giovani, futuro, innovazione sociale

di Alessandro Pavanati

Per lavorare nel sociale bastano passione, ideali, buona volontà? Quanto contano conoscenze, competenze, capacità? Quali percorsi formativi possono portare a ruoli professionali nel Terzo Settore? Queste le domande al centro della seconda e conclusiva sessione dell’VIII Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale (la prima si è tenuta all’Università di Pavia il 9 ottobre, sul rapporto fra persona, ambiente e salute) promossa dalla Fondazione Pubblicità Progresso, cui hanno partecipato oltre 500 persone, soprattutto studenti, in un’aula magna decisamente al completo. Secondo il Presidente di Pubblicità Progresso, Alberto Contri, “in questo particolare momento storico, in cui la crisi economica è accompagnata da una profonda crisi morale, il messaggio che si vorrebbe lanciare ai giovani è che sono necessari una maggior solidarietà e una più ampia condivisione di valori. 

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Sport e fund raising

di Laura Patrito Silva

Da dove nasce l’idea di fare raccolta fondi attraverso il personal fundraising abbinato ad un evento sportivo?

Il format del Charity Program abbinato ad un evento podistico si rifà ad un modello anglosassone che vanta risultati strabilianti da oltre 30 anni: la London City Marathon, il più grande evento benefico del mondo.

Nei suoi 30 anni di storia la Maratona londinese ha potuto raccogliere oltre 550 milioni di euro attraverso il Personal fundraising.

Il portale di riferimento per il personal fundraising inglese è Just Giving; attraverso di esso la scorsa edizione della London Marathon ha raccolto più di 26 milioni di euro per oltre 8.000 Organizzazioni no profit.

La piattaforma di personal fundraising dello sponsor ufficiale della maratona,  Virgin Money Giving, nata nell’ottobre 2009, in soli 6 mesi ha raccolto 11 milioni di euro.

I dati confermano che l’80% dei runners partecipanti alla gara londinese ha aperto una pagina di raccolta fondi.

Perché funziona il Personal Fundraising? 

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Lo shock in Pubblicità

un parere di Alberto Contri


In merito alla scelta pubblicitaria di alcune Onlus per le loro campagne pubblicitarie, Alberto Contri, Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso dichiara:

“La difesa a oltranza dell’impiego dello shock in comunicazione è in realtà la difesa di una troppo facile scorciatoia per attirare l'attenzione.
Fare comunicazione, e in particolare comunicazione sociale, è un mestiere molto difficile, che deve tener conto delle sensibilità in gioco di tutta la platea delle persone coinvolte.
Non è così ammissibile che pur di farsi notare o di proporre una creatività molto visibile, si violi l'articolo 46 del Codice dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, che vieta "che i messaggi ricorrano a richiami scioccanti tali da ingenerare ingiustificati allarmismi e sentimenti di paura o di grave turbamento”. 

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