Essere innovativi e creativi

 
di Sarah Canonici
 
Produzione industriale in calo, pochi investimenti nella ricerca, scarsa attitudine all’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi: l’Italia ristagna in un sistema economico superato che non ha ancora trasformato se stesso.

Sono molti coloro che pensano di avere le “formule magiche”, le soluzioni che, se applicate, mettono tutte le cose a posto.
Una delle più utilizzate, negli ultimi tempi,  è “bisogna essere innovativi e creativi”. Che, detta così sembra che abbia una propria validità. Ma poi quando ne vai a parlare in concreto ti accorgi che molto spesso i tuoi interlocutori non è che abbiano le idee così chiare.

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Una città sicura

di Sarah Canonici

 

  Siamo certi che una delle preoccupazioni maggiori  oggi (ma purtroppo ce ne sono tante altre…) sia cercare di sapere cosa ne è della sicurezza.
E quindi non è superfluo soffermarsi sull’importanza che  ha per tutti noi la speranza di poter vivere in ambienti e situazioni che ci garantiscano di non imbatterci in situazioni sgradite. Magari utilizzando un po' di creatività e tanta innovazione.

Non siamo tranquilli per le nostre cose, siamo allarmati per le nostre case ma soprattutto siamo preoccupati per noi stessi e i nostri cari.
Non vogliamo riferirci a nessun pericolo specifico. Si potrebbe, ahimè, fare un lungo elenco.

Ci soffermiamo solo sulla richiesta sempre più pressante espressa dai cittadini, con lo sguardo rivolto allo Stato, all’Autorità, alle Istituzioni, perché li aiutino a raggiungere quel  non piccolo obiettivo che è il poter vivere sereni.

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Innovare: far vivere nuove esperienze

di Sarah Canonici

 

 Innovazione, il segreto è far vivere una nuova esperienza al consumatore. Ce ne dà un esempio, l’esperienza diretta di una delle aziende leader del settore degli elettrodomestici

Quando ero una ragazzina guardavo spesso il cartone animato “I Pronipoti”. Una famiglia che viveva nel futuro, dove gli elettrodomestici parlavano ed erano umanizzati e dove potevi ordinare direttamente al forno la tua cena …

Bè non sono passati poi così tanti anni e qualcosa sta diventando realtà. Grazie alla ricerca e all’innovazione e ad un nuovo concetto di consumo alcune aziende stanno raggiungendo dei traguardi importanti.

Un esempio è Whirlpool che ha di recente illustrato il loro concetto di innovazione e il percorso intrapreso.

 «Far vivere una nuova esperienza al consumatore»: questa è la chiave dell’innovazione per Mauro Piloni, vice presidente Ricerca e Sviluppo Whirlpool Corporation. «Innovazione è innanzitutto la capacità di far provare alle persone delle nuove esperienze quando utilizzano i nostri elettrodomestici».

L’esempio è dato dalla tecnologie che Whirlpool sta sviluppando nell’ambito del programma di riduzione dello spreco domestico del cibo; tecnologie che permetteranno di “tracciare” gli alimenti, quindi di gestirli in modo ottimale sia in termini sanitario-nutrizionali sia sensoriali. Il frigorifero, ad esempio, grazie a transponder inseriti nel packaging, potrà fornire all’utente direttamente su un display o su tablet/smartphone informazioni sul cibo conservato, relativamente alla provenienza, alle proprietà e alla scadenza.

«In questo modo –prosegue Piloni– aumentiamo e rendiamo più consapevole l’interazione dell’utente con l’elettrodomestico permettendo una gestione più attiva e puntuale del cibo; condizione indispensabile per combattere gli sprechi». 

Ancora una volta la centralità del consumatore è fondamentale. L’innovazione, che per essere tale deve soddisfare tre condizioni contemporaneamente, (unicità, vantaggio competitivo e valore per il cliente), poggia su un nuovo concetto del ruolo delle aziende, che da “semplici” centri di ricerca devono diventare centri di competenze. 

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Studi professionali, sveglia

di Sarah Canonici

 

Studi professionali è ora di comunicare!

Ogni operatore economico, sia esso un’impresa o uno studio di consulenza o un libero professionista, ha la necessità di farsi conoscere, di comunicare i suoi prodotti e servizi. Anche in questo caso la comunicazione è il mezzo indispensabile per fare business.

Fino ad oggi gli studi professionali hanno potuto contare sul passaparola e solo pochi pionieri si sono avventurati nel mondo della comunicazione digitale.

Vorrei concentrarmi come esempio sul mondo dei commercialisti. In una situazione di mercato come oggi dove le  liberalizzazioni hanno creato anche nel commercialista l’esigenza di confrontarsi con un mercato completamente differente rispetto a ieri, che impone di imparare a promuoversi utilizzando tutti gli strumenti del marketing, anche quelli digitali.

Oggi Internet é il moderno canale dell’informazione attraverso il quale raggiungere un pubblico enorme. Farsi trovare su Internet dipende sempre più spesso dal tipo di informazione fornita. Un’informazione ricca e puntuale fa sì che il visitatore memorizzi il vostro sito e lo comunichi ad altri inserendolo tra i link preferiti. 

Il sito web ha l’obiettivo di chiarire il posizionamento dello studio e aumentarne la reputazione e facilitare anche i rapporti stessi con il cliente.

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Social innovation

di Sarah Canonici 

Sempre di più in un contesto di mercato precario e così “inquinato”si sente l’esigenza di avere delle regole e una buona reputazione.

Qual è il ruolo dell’impresa in un contesto in cui il valore sociale diventa fondamentale per il perseguimento di un’etica globale? 

Si ha sempre più l’esigenza di un’etica, intesa come Aristotele insegnava: “L'etica (dal greco antico εθος, èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è un ramo della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.”

Le imprese diventano sempre più aperte, si costituiscono sempre più come dei network sociali e questo comporta nuove forme di legami e di responsabilità verso quel sociale da cui sempre di più derivano il loro valore. 

Questo dovrebbe implicare la necessità di una nuova filosofia, non solo di mercato, ma delle imprese nella loro totalità: questa viene chiamata Social Innovation. 

Nel loro libro “Il libro bianco sulla Innovazione Sociale” Murray, Grice e Geoff definiscono la Social Innovation come un fenomeno che parte dal basso, dalla società moderna virata dalla spinta dirompente della nuova generazione, fatta di giovani caparbi ed entusiasti, pronti a mettersi in gioco . 

La Social Innovation dunque è un fenomeno irruente e spontaneo che non impone soluzioni astratte ma nuove e concrete possibilità per il miglioramento degli obiettivi mondiali.

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Come posso innovare io?

di Sarah Canonici

 

Finalmente sembra che tutti si siano accorti dell’importanza del turismo per il nostro Paese. Tanto che hanno cominciato a riempirsi la bocca con “il turismo è il nostro petrolio”.

Peccato che ci sia voluto tanto tempo per rendersi conto che l’Italia è un unicum che ha a disposizione storia, arte, cultura, bellezze naturali di ogni tipo, enogastronomia e chi più ne ha più ne metta, aggiungendoci anche un pizzico di simpatia.

Bene. Il turismo è importante e allora bisogna fare qualcosa per sostenerlo.

E qui comincia il problema. La prima osservazione è “per sostenere il turismo ci vogliono le infrastrutture” e quindi ci vogliono gli investimenti.

Non facciamo considerazioni. Ognuno può darsi delle risposte.

Ma sappiamo che, se bisogna aspettare gli interventi dall’alto, penso che ne abbiamo ancora un bel po’ da aspettare. Però bisogna comunque andare avanti, fare qualcosa, non perdere tutte, ma proprio tutte le occasioni.

Ed è qui che deve e può intervenire il singolo.

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Marketing esperienziale

di Sarah Canonici

 

Cosa vuol dire essere innovativi oggi?

Sono andata a leggermi la definizione su Wikipedia: “Innovazione è la dimensione applicativa di un’invenzione o di una scoperta. L’innovazione riguarda un processo che garantisce risultati maggiori.

Ma a mio avviso essere innovativi oggi vuole esprimere un concetto molto più ampio. Vuol dire  avere un approccio e un atteggiamento differente, lasciare che l’immaginazione abbia il sopravvento.

Per avere una conferma di esperienza reale ho incontrato Monica Menghini, Executive Vice President Industry, Marketing and Corporate Communications di Dassault Systemes, “The 3DEXPERIENCE Company” (3DS), che è leader a livello mondiale nel software di progettazione 3D, nelle soluzioni di 3D Digital Mockup e di gestione del ciclo di vita del prodotto.

I suoi applicativi di design e gestione dei processi e quelli esperienziali basati sul 3D avanzato e sulla realtà virtuale sono applicabili su aziende e organizzazioni di tutte le dimensioni e integrati sotto la grande piattaforma chiamata 3DEXPERIENCE, che rivoluziona il modo in cui “gli innovatori innovano con i consumatori”, collegando fra loro progettisti, ingegneri, responsabili marketing e consumatori finali, all’interno di una nuova “social enterprise”.

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Comunicare la moda

di Sarah Canonici       

Se c'è un mondo in cui la creatività e l'innovazione la fa da padrona è quello della moda. E allora non c'è da stupirsi che anche la comunicazione della moda è alla continua ricerca di modalità originali ed efficaci.

In occasione di un importante evento espositivo è nato "fashion lab". Una videoinstallazione audiovisiva, un laboratorio tecnologico dedicato alla moda per comunicare una esperienza completamente avvolgente e a 360 gradi, che coinvolge tutti i sensi.

Ray of Life è nato da un incontro tra attori del mondo della moda, dell’arte e della tecnologia: lo stilista Jonathan Riss, FashionLab, il cineasta americano Asa Mader, gli architetti del suono Soundwalk e la top model Carmen Kass.

È a Firenze, città natale di Dante e Michelangelo, che, in occasione di Pitti Uomo, questa squadra ha dato forma al proprio sogno e al contenitore che lo ospita.

Un enorme oggetto non identificato costruito in Piazza Strozzi, tra antiche pareti-palinsesto. All’interno di questa astronave, immersi nell’oscurità grazie ad una sinfonia di immagini, una combinazione di scene filmate e sequenze virtuali in 3D lo spettatore  vive  un viaggio onirico.

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Un Natale creativo

di Sarah Canonici

Un incontro di Natale in azienda.  Ma che sia creativo.

Non è mai troppo presto quando si pensa al Natale.
E pur se stiamo vivendo un momento di crisi, non dobbiamo dimenticarci che incontrarsi anche informalmente, vuol dire rafforzare lo spirito di gruppo e quindi creare motivazione. E motivare è fondamentale per raggiungere gli obiettivi.
L’idea di un evento aziendale in occasione del Natale però oggi è contrastata dall’attenzione a spendere con oculatezza.
Memori forse delle “ricche” cene dei tempi andati, non volendo ripercorrere quello schema (e quindi investire quel budget), si pensa semplicemente ad abolirle.
Ma è qui che deve subentrare la creatività e l’innovazione.
Volendo salvaguardare la parte più importante dell’evento, e cioè lo stare insieme, bisogna lavorare sull’altro aspetto: avvalersi di un budget contenuto. E così dar vita ad un incontro natalizio un po’ diverso. 

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Creare e innovare

di Sarah Canonici

Benissimo. Non ci sono più problemi. C’è la crisi, è vero. C’è un evidente rallentamento delle attività, in tutti i campi – e anche il nostro settore dell’organizzazione di eventi non ne è immune- ma non dobbiamo più preoccuparci. Ci è stato dato l’antidoto: per uscire da questa crisi bisogna essere creativi e innovativi.
E per spiegare al colto e all’inclita il concetto si stanno organizzando convegni, incontri, tavole rotonde in cui si ribadisce il concetto: bisogna innovare, bisogna saper creare. Peccato che quasi mai ci si spinga un passo più in là e qualcuno si prenda la libertà di “banalizzare” il concetto dicendo anche “come” si può fare. 

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