Focus sul congressuale

di Demetrio Minutilli

 

In questo periodo sembra che stia emergendo che molte delle Aziende hanno ripreso, seppur timidamente, a rifare attività congressuale, confermando i dati che ormai danno in positivo il trend del sistema congressuale in Italia.

Si ricomincia a fare congressi, meeting e corsi di formazione, come sono pure ripartiti gli incentive, sebbene le destinazioni che tradizionalmente venivano usate nel passato, si siano notevolmente ridotte. Quasi tutta l’area mediterranea è praticamente esclusa da qualsivoglia attività.

Dati  confermati anche in occasione di partecipazione alle fiere del settore che si tengono all'estero dove il fermento europeo è stato facilmente palpabile. Molti anche gli operatori italiani presenti. Frenetici e numerosi i contatti tra aziende ed operatori locali.

Molti tour operator, rinomate destinazioni e resorts turistici, hanno tra i propri clienti, proprio aziende italiane che hanno scelto l'Europa come loro destinazione  per le proprie attività.

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Per non perdere opportunità

di Demetrio Minutilli

 

Muoviamoci o perderemo molte opportunità di far crescere il business congressuale. 

“Dobbiamo impegnare tutte le nostre energie per sfruttare le tecnologie, investire sui giovani e allearci per puntare, insieme, su tutti i mercati, maturi ed emergenti. Dobbiamo valorizzare le nostre eccellenze nello stile e nel food, favorire gli accessi ai nostri musei e siti archeologici. E dobbiamo riscoprire l’accoglienza, che è uno dei nostri valori fondamentali”.

Questi concetti sono stati ripresi e approfonditi dal Professor Armando Peres, Presidente del Comitato Turismo dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), che, qualche tempo fa, ha tenuto una seguitissima prolusione sul Turismo congressuale nel panorama internazionale e italiano.

E’ evidente che il turismo internazionale sta attraversando un trend di crescita deciso, costante e di lungo periodo. Questa evidenza è in atto già a partire dal lontano 1980 e ci si attende sia sostenuta anche nel prossimo ventennio. Siamo arrivati nel 2014 a 940 milioni di arrivi internazionali nei cinque continenti, e si prevede che nel 2020 si arriverà a 1,4 miliardi e nel 2030 a 1,8 miliardi. A livello globale gli arrivi turistici internazionali sono cresciuti del 53%.

In Italia nello stesso periodo la crescita è stata solo del 12%.

Da qui al 2030 l’UNTWO (l’Organizzazione mondiale per il turismo) prevede che gli arrivi internazionali nel mondo continueranno ad aumentare a un tasso annuo del 3,3%. 

A noi italiani però si prospetta di beneficiare di questa importante crescita in maniera molto modesta.

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Mega eventi: ma “comunicano”?

di Pier Giorgio Cozzi                  @pgcozzi

  Domanda certamente impopolare, e corollario annesso: davvero possiamo considerare i megaeventi (concertoni, fiere internazionali, “giorno di…”, giubilei, olimpiadi, expo…) strumenti di comunicazione?

Siamo poi proprio sicuri del “ritorno” economico ‘vero’ di questi eventi aggregativi di grande portata che la pubblicistica – allenata a discettare di impresa – insufficientemente tratta (mi ci metto anch’io, in quanto autore di Comunicare con gli eventi, Franco Angeli)?

 
    Effettivamente, se uno la vuol vedere in ottica differente da quella della vulgata popolare e specialistica, interrogativi non mancano: il “carico” dei grandi eventi spettacolo one shot delle star dell’intrattenimento sulla città e i suoi servizi; le fiere internazionali, incalzate in epoca 2.0 da costi crescenti, tecnologia mobile e sharing economy; la “giornata di…” il cui appeal comunicativo è sempre più flebile se non addirittura nullo; le folle oceaniche come quelle, ad esempio, dei giubilei romani, con l’eccesso di antropizzazione del territorio e, sul côté della comunicazione, l’indeterminatezza tra spirito religioso e occasione turistica; le olimpiadi, spettacolo sportivo i cui benefici economici vanno per oltre il 70 per cento (si parla attualmente di miliardi di dollari) al Comitato olimpico internazionale, al contrario dei costi stratosferici che, invece, come quelli per il mantenimento delle strutture ereditate, gravano per intero sul Paese organizzatore; gli expo, il cui “messaggio” non di rado viene percepito in modo difforme da come ideato originariamente (a leggere le cronache dei mesi precedenti e quelle del primo bimestre dell’evento, neppure Expo  Milano 2015 può dirsi esente da questo giudizio).

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Il turismo va

Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini nel corso di una recente conferenza stampa ha presentato le linee guida del Piano Nazionale del Turismo. 

"L’Italia come museo diffuso e il turismo sostenibile che valorizza le eccellenze": sono questi i due assi portanti della strategia del piano nazionale del turismo "Un piano strategico nazionale, una lista di priorità condivise e una governance per tornare a crescere".

Sottolineando come il "2015 e l’estate abbiano rappresentato un’iniezione di fiducia" e l’ulteriore riconoscimento delle potenzialità del settore, il ministro, ha affermato: "Se abbiamo cambiato lo statuto di Enit è per fare promozione".

Ma, avverte Franceschini, è necessario "identificare i Paesi in cui muoversi e su quali target puntare". Incentivi ne sono stati fatti, ricorda il ministro, citando il tax credit, ma "poi deve arrivare la risposta dei privati". 

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Gli eventi aziendali sono cambiati

di Demetrio Minutilli

 

Gli eventi aziendali sono cambiati.
E' in atto un  vero e proprio  cambiamento nelle tecniche di comunicazione, nei contenuti e nel ruolo strategico degli eventi aziendali.
 Sicuramente la crisi ha e stà giocando un ruolo importante nell'evoluzione degli eventi aziendali. Ormai ritengo non sia più possibile creare engagement soltanto con solenni speech top down, il protagonista è diventato il partecipante, la platea è cambiata, anche nella disposizione delle sale gli eventi hanno cambiato faccia.

Il cambiamento più grosso è nel ruolo del partecipante, che diventa protagonista attivo e non più ricettore passivo. Tutto ciò è inevitabile, cambiano i contenuti, le forme e naturalmente gli obiettivi.
Oggi si chiede, molto più che nel passato, che l'evento sia mirato ai risultati di business, che sia strumento per concordare obiettivi e strategie e che abbia una funzione motivazionale. Nel mix di comunicazione interna il ruolo degli eventi è cresciuto.

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