Sognare con Einstein

di Ugo Canonici

 

C'è chi, in questo lungo e difficile periodo che stiamo ancora attraversando, ha deciso che, se si deve risparmiare, si deve risparmiare nella realizzazione degli eventi.

Non mi voglio soffermare a contestare questa tesi. Son troppo convinto che un evento è un importantissimo e validissimo strumento di comunicazione e di marketing. E che senza queste due cose una azienda non può restare per molto tempo.

Ma vorrei proporre un paio di riflessioni che forse ci possono aiutare a  “riuscire a sognare”. 

Riflessione numero uno. Voglio, sulla “crisi”, riportarvi le parole di un signore al quale è dovuto un certo rispetto, che dice:” la crisi è la migliore benedizione che può arrivare a persone e paesi, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo in cui il giorno nasce dalla notte oscura. E' dalla crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell' incompetenza. La convenienza delle persone e dei paesi è di trovare soluzioni e vie d'uscita. Senza crisi non ci sono sfide, e senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E' dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza  crisi ogni vento è una carezza. Parlare della crisi significa promuoverla, e non nominarla vuol dire esaltare il conformismo. Invece di ciò dobbiamo lavorare duro. Terminiamo definitivamente con l'unica crisi che ci minaccia, cioè la tragedia di non lottare per superarla.”

Chi si esprimeva così ? Albert Einstein, nel  1955.

Passo alla riflessione numero due.

Sta cambiando il mondo. E sta cambiando il marketing. Tante indagini approfondite hanno messo in evidenza come siamo realmente di fronte ad una rivoluzione. Non è più il marketing che propone un prodotto ma è un cliente che descrive e richiede un prodotto e il marketing cerca di rispondere a quelle esigenze ed aspettative.

Allora diventa centrale la capacità di ascolto. E il marketing oggi ha mille strumenti per poter ascoltare il cliente; ma per poter fare questo deve conoscerli, comprenderli e volerli utilizzare.

Il primo imperativo è quello di avere la capacità di studiare a fondo il proprio cliente. E non si tratta più di categorie di clienti, ma il cliente è uno, è l’individuo che deve essere ascoltato, che deve essere compreso.

Il secondo imperativo è quello di esprimere ad ogni contatto un valore. Bisogna saper portare valore, raccogliere valore per meglio comprendere queste esigenze.

Bisogna, insomma, ascoltare il cliente e cercare di rispondere ad una aspettativa, e poi cercare di anticipare un bisogno.

E qual è lo “strumento” più adatto per coltivare e rendere fruttuoso questo rapporto? Tutti concordano nel sostenere che la potenza dell’incontro di persona non trova eguali nelle altre modalità di comunicazione.  Chiamateli convegni, congressi, simposi o come volete, sempre di guardarsi negli occhi si tratta.

E’ chiaro che, essendo cambiato tutto, anche in questo campo bisogna fare tante riflessioni. Guai a intestardirsi nelle modalità che ci hanno dato tante soddisfazioni nel passato. Guai a riproporre formule di successo di ieri. Tra ieri e oggi, l’abbiamo detto, è cambiato il mondo.

Ma il mondo ha bisogno di andare avanti. Con un passo diverso, ma sempre avanti.

Sta a noi capire, studiare, verificare e proporre.

E, hai ragione caro Einstein, questa è una sfida. Ma una sfida che non possiamo rifiutare. Perché, ne siamo convinti, dobbiamo continuare non solo a sognare, ma a fare bei sogni.




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