Essere innovativi e creativi

 
di Sarah Canonici
 
Produzione industriale in calo, pochi investimenti nella ricerca, scarsa attitudine all’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi: l’Italia ristagna in un sistema economico superato che non ha ancora trasformato se stesso.

Sono molti coloro che pensano di avere le “formule magiche”, le soluzioni che, se applicate, mettono tutte le cose a posto.
Una delle più utilizzate, negli ultimi tempi,  è “bisogna essere innovativi e creativi”. Che, detta così sembra che abbia una propria validità. Ma poi quando ne vai a parlare in concreto ti accorgi che molto spesso i tuoi interlocutori non è che abbiano le idee così chiare.

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Una città sicura

di Sarah Canonici

 

  Siamo certi che una delle preoccupazioni maggiori  oggi (ma purtroppo ce ne sono tante altre…) sia cercare di sapere cosa ne è della sicurezza.
E quindi non è superfluo soffermarsi sull’importanza che  ha per tutti noi la speranza di poter vivere in ambienti e situazioni che ci garantiscano di non imbatterci in situazioni sgradite. Magari utilizzando un po' di creatività e tanta innovazione.

Non siamo tranquilli per le nostre cose, siamo allarmati per le nostre case ma soprattutto siamo preoccupati per noi stessi e i nostri cari.
Non vogliamo riferirci a nessun pericolo specifico. Si potrebbe, ahimè, fare un lungo elenco.

Ci soffermiamo solo sulla richiesta sempre più pressante espressa dai cittadini, con lo sguardo rivolto allo Stato, all’Autorità, alle Istituzioni, perché li aiutino a raggiungere quel  non piccolo obiettivo che è il poter vivere sereni.

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Studi professionali, sveglia

di Sarah Canonici

 

Studi professionali è ora di comunicare!

Ogni operatore economico, sia esso un’impresa o uno studio di consulenza o un libero professionista, ha la necessità di farsi conoscere, di comunicare i suoi prodotti e servizi. Anche in questo caso la comunicazione è il mezzo indispensabile per fare business.

Fino ad oggi gli studi professionali hanno potuto contare sul passaparola e solo pochi pionieri si sono avventurati nel mondo della comunicazione digitale.

Vorrei concentrarmi come esempio sul mondo dei commercialisti. In una situazione di mercato come oggi dove le  liberalizzazioni hanno creato anche nel commercialista l’esigenza di confrontarsi con un mercato completamente differente rispetto a ieri, che impone di imparare a promuoversi utilizzando tutti gli strumenti del marketing, anche quelli digitali.

Oggi Internet é il moderno canale dell’informazione attraverso il quale raggiungere un pubblico enorme. Farsi trovare su Internet dipende sempre più spesso dal tipo di informazione fornita. Un’informazione ricca e puntuale fa sì che il visitatore memorizzi il vostro sito e lo comunichi ad altri inserendolo tra i link preferiti. 

Il sito web ha l’obiettivo di chiarire il posizionamento dello studio e aumentarne la reputazione e facilitare anche i rapporti stessi con il cliente.

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Innovare: far vivere nuove esperienze

di Sarah Canonici

 

 Innovazione, il segreto è far vivere una nuova esperienza al consumatore. Ce ne dà un esempio, l’esperienza diretta di una delle aziende leader del settore degli elettrodomestici

Quando ero una ragazzina guardavo spesso il cartone animato “I Pronipoti”. Una famiglia che viveva nel futuro, dove gli elettrodomestici parlavano ed erano umanizzati e dove potevi ordinare direttamente al forno la tua cena …

Bè non sono passati poi così tanti anni e qualcosa sta diventando realtà. Grazie alla ricerca e all’innovazione e ad un nuovo concetto di consumo alcune aziende stanno raggiungendo dei traguardi importanti.

Un esempio è Whirlpool che ha di recente illustrato il loro concetto di innovazione e il percorso intrapreso.

 «Far vivere una nuova esperienza al consumatore»: questa è la chiave dell’innovazione per Mauro Piloni, vice presidente Ricerca e Sviluppo Whirlpool Corporation. «Innovazione è innanzitutto la capacità di far provare alle persone delle nuove esperienze quando utilizzano i nostri elettrodomestici».

L’esempio è dato dalla tecnologie che Whirlpool sta sviluppando nell’ambito del programma di riduzione dello spreco domestico del cibo; tecnologie che permetteranno di “tracciare” gli alimenti, quindi di gestirli in modo ottimale sia in termini sanitario-nutrizionali sia sensoriali. Il frigorifero, ad esempio, grazie a transponder inseriti nel packaging, potrà fornire all’utente direttamente su un display o su tablet/smartphone informazioni sul cibo conservato, relativamente alla provenienza, alle proprietà e alla scadenza.

«In questo modo –prosegue Piloni– aumentiamo e rendiamo più consapevole l’interazione dell’utente con l’elettrodomestico permettendo una gestione più attiva e puntuale del cibo; condizione indispensabile per combattere gli sprechi». 

Ancora una volta la centralità del consumatore è fondamentale. L’innovazione, che per essere tale deve soddisfare tre condizioni contemporaneamente, (unicità, vantaggio competitivo e valore per il cliente), poggia su un nuovo concetto del ruolo delle aziende, che da “semplici” centri di ricerca devono diventare centri di competenze. 

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Social innovation

di Sarah Canonici 

Sempre di più in un contesto di mercato precario e così “inquinato”si sente l’esigenza di avere delle regole e una buona reputazione.

Qual è il ruolo dell’impresa in un contesto in cui il valore sociale diventa fondamentale per il perseguimento di un’etica globale? 

Si ha sempre più l’esigenza di un’etica, intesa come Aristotele insegnava: “L'etica (dal greco antico εθος, èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") è un ramo della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati.”

Le imprese diventano sempre più aperte, si costituiscono sempre più come dei network sociali e questo comporta nuove forme di legami e di responsabilità verso quel sociale da cui sempre di più derivano il loro valore. 

Questo dovrebbe implicare la necessità di una nuova filosofia, non solo di mercato, ma delle imprese nella loro totalità: questa viene chiamata Social Innovation. 

Nel loro libro “Il libro bianco sulla Innovazione Sociale” Murray, Grice e Geoff definiscono la Social Innovation come un fenomeno che parte dal basso, dalla società moderna virata dalla spinta dirompente della nuova generazione, fatta di giovani caparbi ed entusiasti, pronti a mettersi in gioco . 

La Social Innovation dunque è un fenomeno irruente e spontaneo che non impone soluzioni astratte ma nuove e concrete possibilità per il miglioramento degli obiettivi mondiali.

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