Lamentazioni

di Ugo Canonici

 

Come va?”

“Male!”

“Perché ?”

“Mi sono stancato.”

“Di cosa?”

“Se vuoi comincio. A tuo rischio e pericolo. Sei pronto?”

“Vai.”

“Non ne posso più di questo modo di lavorare. Mi sono imbattuto in un cliente che:

•persegue pervicacemente una mancanza totale di pianificazione

•ti chiama oggi per un evento della prossima settimana, ma, naturalmente, il preventivo lo devi inviare per domani sera

•“le devo comunicare un piccolo cambiamento” che è intercorso tra la prima e la seconda telefonata: il gruppo non è più di 50 ma di 80 persone e la riunione si sposta di “sole” 24 ore, non martedì ma mercoledì

•“la informo che lei è stato interpellato insieme con altri 10 colleghi”, magari con un briefing così dettagliato che non si sa in cosa si possano differenziare le varie offerte

 

•oppure, dall’estremo opposto, è stato fornito un briefing molto …sintetico :”guardi voglio un evento bello”

•e poi dover discutere sino all’esaurimento su ogni voce di spesa che deve essere diminuita, mantenendo, s’intende, la           stessa qualità

•“per problemi di procedure interne” le chiediamo di anticipare buona parte dei pagamenti attingendo alla sua cassa

•e, naturalmente,  non sappiamo con precisione quando sarà pagato

•del dover presentare un progetto dettagliato (“e mi raccomando i rendering!”) sapendo che hai solo il 10% di                     possibilità di essere scelto e quindi poter recuperare le spese

•del veder realizzata da altri quella che a te sembrava una bella idea innovativa ( e in effetti lo era se è piaciuta anche al        cliente che ha chiesto ad altri di implementarla)

•dell’aver un interlocutore che non decide e deve  riportare le tue proposte a vari livelli superiori. E ad ogni livello interviene una modifica. Per cui, quando torna indietro, neanche tu riconosci più il tuo progetto

•che traccheggia ed evita di rispondere alla tua domanda “quale budget abbiamo a disposizione”. “Mi faccia lei una               proposta”. Si ma entro quali ambiti?

“Fermati, fermati. Mi viene da pensare che tu sia stato particolarmente sfortunato…”

“Può darsi. Ma io ho la netta sensazione che in questo periodo si siano persi i riferimenti ai veri valori del nostro lavoro, Mi sembra che valga un solo principio, che gli spagnoli sintetizzano nella frase “Quien paga, manda” (chi paga comanda). Questo è vero, però bisognerebbe non dimenticare che chi lavora può avere anche lui il diritto di … mandare!

Ogni volta che comincio un discorso con questo cliente mi sembra di leggergli in faccia una frase:

“Io sono Dio”. 

“Capisco che sei particolarmente infuriato. Non so cosa dirti se non che io, a questo punto, mi sento felice di non aver a che fare con clienti che si comportano così. Forse tu ti sei imbattuto in una eccezione…  Forse ."




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