Belle, a notte inoltrata

di Ugo Canonici

 

Per realizzare un evento "wow" ci vogliono tante componenti. Molte sono legate alla professioinalità e alla capacità di chi fa questo lavoro, ma parecchio è molto legato anche al contorno.

Tra le cose che stanno all'intorno c'è anche il supporto che le agenzie possono avere dalle organizzazioni esterne. E tra queste le organizzazioni centralizzate.

E, riflettendo su questo tasto dolente, mi è tornata alla memoria una riflessione fatta qualche tempo fa. 

Eravamo in un momento di relax di un viaggio educational in Francia. Si parlava dell’attenzione con la quale quel Paese sta gestendo le cose del Turismo e del Congressuale. E’ stato facile e immediato pensare alle cose di casa nostra. E perdere il sorriso.

Tutti concordi nel giudicare del tutto insufficiente quanto si fa a livello centrale. Poi uno di noi ha detto “ma almeno da noi ci sono le associazioni di categoria”.

E questa frase mi ha fatto ricordare una osservazione di un mio amico dei tempi della gioventù.

Il mio amico tendeva a razionalizzare tutto. Una sera, dopo una certa meditazione, venne fuori con questa frase:”La percezione della bellezza della donna è direttamente proporzionale al trascorrere delle ore della notte. Si passa dalla “bella ragazza” (lui non disse così ma usava una forma retorica della lingua italiana,  la sineddoche, cioè la parte per il tutto…) al “purché respiri”. Alle nove di sera guardi solo quelle gambalunga-capellisciolti-occhiverdi-pellebronzea; alle undici ti accorgi di quelle “graziose”; all’una accrediti di un qualche valore anche le “simpatiche”; alle tre, beh alle tre…. basta accontentarsi”.

 

Anche Lucio Battisti in Acqua Azzurra :”son le quattro e mezza ormai/ non ho voglia di dormire/

A quest’ora, cosa vuoi,/ mi va bene pure lei…”.

Cosa c’entra? C’entra, c’entra.

Se c’è una cosa che veramente avrebbe potuto surrogare (almeno in parte) le carenze istituzionali queste potevano essere le Associazioni di categoria. Avrebbero potuto fare, proporre, spingere.

Solo per il congressuale ce ne sono almeno sette. Ma sembra che come principale preoccupazione abbiano quella di perpetuare il gioco dei “sette cantoni”: il signor A oggi è per l’associazione X “Presidente designato”, sarà presidente domani e dopodomani “Past president”. E tre anni sono sistemati. Poi passa all’associazione Y (prendendo il posto di B che va in Z) ed è tranquillo per altri tre anni. Visto che le associazioni sono sette….

Ogni tanto qualcuno ventila l’idea di una Federazione: si fanno studi, riunioni, si scrivono carte. E tutto con estremo accanimento e professionalità.

Ma con estremo accanimento tutto rimane come prima.

E così quello che si percepisce è che ogni associazione vivacchia facendo pochino (quando fa). E qualche sprazzo lo si vede ogni tanto quando qualche volenteroso si impegna in prima persona.

E invece ci sarebbe una grande necessità di fare, di dare un impulso, di mettere in ordine, di fornire professionalità nuove e preparate, di spingere idee innovative, di fare. Insomma, di sbattersi.

Mi dicono che io ce l’ho con le associazioni. Non è vero. A me spiace solo continuare a constatare che, col mare di cose che si potrebbero fare, si vede poco o nulla. 

Secondo me invece una associazione si costituisce per fare delle cose (che sono in genere ben individuate nello statuto) e non solo per “proporsi di fare”.

Oggi, a mio parere, le associazioni hanno, diciamo così, spazi di miglioramento. Per questo mi fa rabbia pensare che si debba accontentarsi. Non mi riesce proprio di trovarle “belle”. Neanche alle tre del mattino!




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